Perchè Cracovia ?

 

Perché scegliere Cracovia come meta delle proprie vacanze, del proprio week-end o come momento di svago dalla solita routine?

Qui di seguito 21 buoni motivi per i quali vale visitare questa città:

 

  1.   PIANTA ORIGINARIA DELLA FONDAZIONE:

                il più compiuto modello di città medievale su scala europea.

Dopo l'invasione e la devastazione della Polonia nel 1241 da parte dei tartari, era necessarie decisioni urgenti e coraggiose, ma nello stesso tempo anche una grande forza di immaginazione; nell'assemblea tenutasi il 5 Giugno 1527, il principe di Cracovia alla presenza di molte autorità laiche e religiose firmò l'atto della fondazione di Cracovia secondo il diritto di Magdeburgo. Vennero tracciate le vie e le piazze (tra queste anche la Piazza del Mercato). Da ciascuno dei suoi lati vennero tracciate tre vie di cui ogni seconda via portava fino ad una porta della città. Il piano urbanistico venne diviso in blocchi quadrati, dentro i quale le vie si intersecavano ad ogni angolo retto.

Le leggi adottate regolavano con precisione le proprietà e rendevano tutti i cittadini uguali di fronte alle decisioni delle autorità locali. Gli abitanti vennero esentati dai pagamenti in favore del principe per sei anni,e da ogni tipo di tasse doganali per dieci anni: grazie a queste misure la città iniziò a popolarsi, fiorì il commercio e l'artigianato.

Già nel XIII secolo si diedero i nomi alle vie ed iniziò un'opera di fortificazione della città, prima con terrapieni, poi con bastioni in pietra, fossati e muri in mattone. Nel 1320 (dopo solo 79 anni dalla devastazione tartara) Cracovia era rinata e poteva ormai vantarsi di essere la capitale di tutta la Polonia.

Nella prima lista UNESCO datata 1978 e formata da 12 tesori considerati patrimoni di tutta l'umanità vi è inserito il complesso urbanistico-architettonico di Cracovia.

 

  1. PIAZZA DEL MERCATO:

                la più grande piazza medievale d' europa (210x212).

Una volta al suo interno vi si trovavano il palazzo del Comune, un granaio, la gonga, la pesa pubblica, la sede della guardia e alcuni pozzi, mentre il mercato di Sukiennice era luogo d'incontro per i mercati di tutta Europa. Si poteva comprare di tutto: dal pollame (tra via Florianksa e Jana) al sale (fine di via slawkowska), da farina ed olio (tra via Szepanska e Szewska) al piombo (all'imboccatura di via Bracka).

La piazza del mercato fu anche teatro di eventi importanti: in questa piazza per la prima volta i cittadini resero omaggio al re Ladislao Lokietek dopo la sua incoronazione del 1320: da quel momento ogni monarca dopo l'incoronazione ufficiale che avviene nella cattedrale del Wawel, entra nella piazza cenrale e riceve il giuramento di fedeltà e le chiavi della città.

Nel 1981 dopo l'attentato al Papa Giovanni Paolo II, una folla di 100,000 pesone vestite di bianco riempì la piazza marciando in silenzio.

Le dimensioni della piazza sono le stesse dal momento della sua costruzione: 4 ettari, 3 are e 34m2.

 

  1. HEJNAL:

                 l'unico segnale musicale al mondo che da seicento anni viene eseguito ogni                  ora.

La nascita e l'autore di questa melodia non sono tuttora certi: probabilmente è arrivata dal Danubio sulle rive della Vistola nella seconda metà del XIV secolo, ai tempi del re Ludvik d'Ungheria o di sua figlia Jadviga. A suggerire questa provenienza è anche l'etimologia del termine, che in lingua ungherese significa „alba”. In origine dunque doveva trattarsi di una sveglia, di un segnale raffigurante l'apertura e la chiusura delle porte, un allarme in caso di incendio o di attacco nemico.

Non si sa quando i trombettieri abbiano iniziato a suonare verso i quattro punti cardinali, ma l'esecuzione di questa canzone risale nei documenti ufficiali datati 1392. questa usanza venne interrotta verso la fine del XVIII secolo perchè le casse comunali erano vuote. Questa tradizione venne ripristinata nel 1810 e con qualche pausa è rimasta fino ad oggi.

Come è facile notare la melodia si interrompe improvvisamente al culmine della frase, un fatto che ha sempre sollecitato la fantasia degli ascoltatori ed è per questo che è nata la leggenda secondo la quale, durante l'invasione tartara avvenuta nel 241, una freccia lanciata da un invasore avrebbe trapassato la gola del trombettiere che stava appunto dando l'allarme.

Dalla torre dal 16 Aprile 1927 viene effettuata la più vecchia trasmissione radiofonica di un segnale musicale, che apparte durante gli anni dell'occupazione nazista, viene da allora suonato ogni giorno a mezzogiorno.

 

  1. ALTARE DELLA CHIESA DI MARIA:

                il maggiore altare gotico al mondo.

Nel 1442 nella Chiesa di Maria, crollò la volta sovrastante il presbiterio: l'interno del tempio e l'altare maggiore vennero distrutti. Essendo Cracovia la capitale di un enorme e potente stato ed essendoci molte personalità importanti (mercanti che commerciavano con tutta Europa) essi decisero di dara alla città una visione e un prestigio unico: decisero di costruire un altare come in Europa non si era mai visto.

Wit Stowosz lavorò per ben dodici anni alla realizzazione dell'altare. L'opera venne dedicata alla madre di Dio, patrona della chiesa. L'elemento fondamentale della composizione, è la scena nella parte centrale raffiguranante la morte di maria circondata dagli apostoli. Le figure hanno quasi tre metri di altezza e sono state ricavate da tronchi massicci di tiglio che, viste le dimensioni, dovevano provenire da alberi aventi almeno cinque secoli. Questi pezzi di legno hanno perciò circa mille anni.

La figura di Maria è costituita secondo le regole estetiche medievali, ma le figure degli apostoli che la circondano hanno i tratti tipici dei cracoviani dell'epoca. L'artista ha curato ciascun particolare nei minimi dettagli: le fitte barbe, le teste calve, le vene gonfie sulle gambe, le mani deformate dai reumatismi, le verruche sul naso.

Nei bassorilievi laterali la tematica religiosa non ha impedito a Stwosz di rappresentare la cultura materiale della Polonia di fine XIV secolo. I copricapi, le calzature, i mantelli, le armi e gli oggetti di uso quotidiano sono esattamente gli stessi che si potevano vedere allora per le vie e le case di Cracovia. Persino la flora della Vistola è stata rappresentata con fedeltà.

Per l'opera realizzata l'artista ricevette 2808 fiorini (somma equivalente al budget annuale del Comune) e con le quali si potevano comprare in città diversi palazzi di notevoli dimensioni.

 

  1. SUKIENNICE:

                 il più antico magazzino di tessuti d'europa conservato fino ad oggi.

In un rapporto fatto da un mercante e viaggiatore arabo di Cordoava, Cracovia viene descritta come „un grande ed importante centro commerciale”. Infatti a Cracovia si incrociavano importanti vie commerciali, quella che portava verso ovest a Breslavia e Norimberga, quella che andava ad oriente a Kiev, quella verso nord in direzione di Danzica e quella meridionale verso l'Ungheria.

Sotto il regno di Kazimierz il grande tutto l'antico mercato venne coperto da un tetto ed inserito in un grande edificio in muratura lungo 108 e largo 18 metri. Dal lato sud e da quello nord conducevano sotto questa area coperta, dei portici ad arco acuto, conservati fino ad oggi. Fu cosi che nel cuore di Cracovia sorse questo vero e proprio palazzo dei commerci.

Dopo il grande incendio del 1555, l'edificio assunse un aspetto rinascimentale. Santi Gucci di Firenze ornò l'attico sul tetto con dei mascheroni di arenaria che immortalavano i volti dei mercanti e dei borghesi più in vista della città. Fu allora che la parte culminante della grande sala venne trasformata nel piano superiore.

Tra il 1875-79 il mercato coperto assume la forma che ancora oggi ha: nella parte superiore vennero realizzati i locali del primo Museo Nazionale polacco, mentre nella grande sala del pianterreno venne costruita una fila di bancji di legno e sotto i portici trovarono posto negozi e pasticcerie.

 

  1. LA CATTEDRALE DEL WAWEL:

                 la più grande necropoli di re e di eroi nazionali in questa parte d'Europa.

La prima cattedrale venne eretta sull'altura del Wawel ai tempi di Boleslaw I il Prode, intorno l'anno 1000. La seconda cattedrale, molto più grande, sorse su quella stessa altura negli anni 1090-1142. La sua costruzione ebbe inizio durante il regno del principe Wladyslaw Herman e si concluse con Boleslaw III Boccatorta. Il tempio andò distrutto in un incendio nel 1306 e ne restano oggi solo degli ampi frammenti: la criprta di San Leonardo, le parti inferiori della torre delle campane d'Argento ed il basamento della torre dell'Orologio. Nella cattedrale distrutta nel 1320 venne incoronato re Wladyslaw Lokietek. Da quel momento tutti i re polacchi sono stati incoronati nel Wawel. Sempre nel 1320 venne iniziata la costruzione di una grande cattedrale gotica, portata a termine nel 1364. si tratta del più prezioso monumento storico della Polonia.

La cattedrale è circondata da una corona di dodici cappelle, ciascuna delle quali è un tempio a pare, con un arredo originale.

La particolarità di questo luogo è che vi si trova una delle maggiori necropoli di re al mondo. Il primo sovrano fu seppellito qui nel 1333. Il suo sarcofago si trova all'entrata della sacrestia. A Wawel furono sepolti quasi tutti i monarchi polacchi. Nella cattedrale e nei suoi sotterranei si trovano le tombe dei re, regine, figli di re, ma anche di eroi nazionali, grandi poeti e principi della Chiesa.

 

  1. ARAZZI:

                 la maggiore collezione di arazzi fiamminghi in questa parte d'Europa.

Il nome di questi magini quadri di lana e di seta deriva da Arras, una cittadina della Francia settentrionale. Fu li che nei secoli XIV-XV sorsero le prime manifatture in cui tessitori e pittori lavoravano per realizzare questo tipo di tessuti, secondo un sistema di produzione capitalistico.

I primi arazzi furono portati dall'Italia per volontà della regina Bona Sforza. Subito dopo suo marito ne acquistò ad Anversa altri 18 pezzi. Ma il vero autore di questa collezione è il loro figlio, Zygmunt August, che fin dal'inizio del suo regno ordinò presso le officine di Bruxelles nuovi tessuti di Fiandra.

Moltissimi famosi artisti del tempo lavorarono per accontentare le richieste del re e produssero capolavori come „la storia del Paradiso”, „la storia di Noè”, „la storia della Torre di Babele”, ma anche realizzazioni raffiguranti temi naturaistici o stemmi e monogrammi dei monarchi.

Le composizioni degli artisti venivano in un primo momento realizzate su cartone per poi essere trasferite su tessuti decorativi. Il materiale di base con cui venivano prodotti questi tessuti era la lana, mentre la seta veniva usata per ottenere le sfumature chiare. Nei quadri venivano inseriti anche fili d'oro e d'argento.

Alla morte del re la collezione contava 356 pezzi: il testamento del sovrano stilato nel 1571 li assegnava alle sue tre sorelle, con la riserva che alla loro morte la raccolta sarebbe dovuta andare alla Repubblica Polacca. Non tutti i successivi re polacchi rispettarono questa decisione e per secoli tra la corte ed il parlamento continuarono le liti per il possesso di questo tesoro.

La collezione finì sparsa per tutta Europa. Alcuni arazzi finirono a Bari, Vienna, Stoccolma, e Roma presso la sede del Papa. Una parte consistente si trovò a Varsavia. Dopo la perdita dell'indipendenza della Polonia, la raccolta venne trasferita in Russia; in seguito al trattato di Riga ritornarono al Wawel. Durante la II guerra mondiale queste opere andarono incontro all'ennesima odissea e furono trasferite di nascosto in Canada dall'occupante tedesco. Ritornarono al loro posto nel 1961 ed oggi se ne contano (solo) 136, rispetto ai 356 pezzi iniziali.

 

  1. PLANTY:

                il più grande parco d'europa che abbraccia come un anello la parte più          

                antica della città.

Le invasioni che hanno colpito Cracovia convinsero tutti che una città priva di fortificazioni difensive sarebbe stata facile preda del nemico. Già nel 1285 Leszek il nero cominciò a fortificare la città e a metà del XIV secolo Cracovia era una roccaforte difficile da conquistare.

Era circondata da un muro di mattoni e pietre spesso 2,40 metri ed alto 6-7 metri. Davanti ad esso, ad una distanza di circa 9 metri viene collocato l'anello murale, alto 2,50 metri. Questo complesso era ulteriormente difeso da un fossato profondo 3 metri e largo 6-8 metri. La trasformazione delle antiche opere di fortificazione in un anello verde attorno alla cittòà venne progettata dal prof. Feliks Radwanski, architetto e geodeta. Negli anni 1818-1822 effettuò le misure necessarie e progettò l'intero parco. I lavori iniziarono nel 1822 e durarono otto anni.

Florian Straszewski si occupò per più di vent'anni della composizione delle piante di tutta l'area. Nel 1844 c'erano ben 8750 alberi.

Negli ultimi anni il Planty si è suddiviso in otto giardini, ciascuno avente caratteristiche differenti. Su tutta l'area sono state collocate recinzioni in stile, lampioni, pergole. Una pavimentazione in pietra contrassegna la collocazione delle antiche mura difensive, dei bastioni e delle porte.

 

  1. BARBACAN:

                 il più grande edificio militare di questo tipo in questa parte d'Europa.

Costruito tra il 1498-99 costituisce un'esempio di architettura militare; ha un diametro di 14,4 m e le mura sono spesse più di tre metri. Questa postazione possiede su quattro livelli 130 posti per il tiro. Le aperture nella parte inferiore erano destinate al fuoco dell'artiglieria. La costruzione era circondata da un fossato largo circa 3,4m ed era collegato alla porta Florianska da un lungo „collo” dal quale era possibile proteggere gli avamposti. Per lunghi secoli e durante i periodi di pace il Barbacan ha avuto funzione di porta gloriae: da qui passavano infatti i cortei in occasione delle inconorazioni reali, qui venivano salutati i monarchi i legatri papali, gli ambasciatori esteri, gli eroici comandanti. Da qui passavano gli eserciti vittoriosi che celebravano il trionfo ed anche le processioni funebri durante i funerali di re ed eroi.

Quando nel XIX secolo di distrusse la cinta muraria si pensava che era giunta l'ora anche per il Barbacan e la porta Florianska: ma furono salvati dal prof. Feliks radwanski che riuscì a convincere il Senato della Libertà di Cracovia con una teoria alquanto divertente: disse infatti che una volta distrutta questa fortificazione i venti settentrionali sarebbero arrivati nella piazza del mercato indisturbati e „avrebbero fatto cadere la gente, esposto le donne ed i bambini a frequenti flussioni, reumatismi e forse anche paralisi”. Ma l'argomento decisivo fu che questi soffi di vento avrebbero sollevato le gonne alle dame della città proprio davanti la Chiesa di Maria: e questo a Cracovia non poteva proprio essere accettato.

 

  1. LA CONFRATERNITA DEL TIRO:

                la più antica associazione paramilitare in questa parte d'Europa, ed una

                delle più antiche al mondo.

Il dovere di difendere la città spettava un tempo ai suoi cittadini. Ciascusa delle singole corporazioni artigiane era tenuta a respingere il nemico da determinate parti delle mura, e a ciascuna di esse erano affidati permanentemente bastioni e porte. La confraternita del tiro venne istituita per preparare i membri di tutte le corporazioni alla lotta contro eventuali aggressori. Con i suoi oltre settecento anni, questa associazione è una tra le più antiche in Europa. Oltre alle esercitazioni abituali, una volta all'anno i membri della confraternita celebravano una cerimonia durante la quale si tirava contro un gallo di legno. Si trattava di un'antichissima tradizione per mantenere la destrezza dell'occhio e della mano. Si sparava prima con le balestre, poi con gli archibugi ad un bersaglio distante 150 metri circa. Colui che buttava giù l'ultimo frammento del brsaglio veniva proclamato „re gallo” e veniva decorato con una catena avente l'effige di questo uccello che simboleggiava l'attenzione notturna in quanto svvertiva i pericoli. Il vincitore offriva un banchetto ai confratelli e poi per un anno intero godeva di alcuni privilegi quali il non pagare le tasse e i dazi per i trasporti di merci all'estero.

I confratelli del tiro vestiti con abiti tradizionali, partecipano spesso alle solennità civili ed alle feste religiose. La loro presenza nelle assemblee pubbliche rende visibile la testimonianza delle secolari tradizioni della borghesia comunale di Cracovia.

Uno degli oggetti più preziosi legati a questa confraternita è il gallo d'argento con testa d'aquila incoronata donato dai consiglieri comunali nel 1565.

Alcune ricchezze di questa confraternita si possono vedere nel Museo Storico della Citta', e nel Celestat.

 

  1. IL MAPPAMONDO JAGHELLONICO:

                per la prima volta nella storia della cartografia su in mappamondo compare

                il continente americano.

Il 12 Maggio del 1364 il re Kazimierz il Grande concedeva il privilegio della fondazione dello „Studiu generale”, la prima università polacca. L'ateneo di Cracovia dopo quella di Praga è la più antica università ad est del Reno.

I primi edifici dell'accademia si trovavano a Kazimierz, e dopo la morte del re l'università andò in crisi fino a sospendere del tutto le lezioni. Solo nel 1400 il re Jagiello ripristinò l'università dopo una grande rinnovazione.

Fu in quell'anno che l'università si trasferì nella sede attuale del Collegium Maius all'incrocio tra la ul. Sw Anny e ul. Jagiellonska.

La nuova università ha subito occupato un posto importante nel mondo della scienza e della letteratura: all'inizo del 500 venne qui introdotto l'insegnamento del greco e poi poco più tardi quello dell'ebraico (novità su scala mondiale). Qui studiò anche Niccolò Copernico, che avrebbe più tardi elaborato il sistema eliocentrico.

Tra gli oggetti che si sono conservati presso il Collegium Maius, occupam un posto particolare il mappamondo detto appunto „jaghellonico”. È uno strumento che serve a determinare le coordinate astronomiche, con al suo interno un meccanismo ad orologeria. Lo strumento venne costruito nell'Italia del Nord o in Francia meridionale. Per la prima volta nella sua storia, verso l'anno 1508, in un mappamondo viene raffigurata l'America con sotto la scritta in latino America terra noviter reperta.

 

  1. LA DAMA CON L'ERMELLINO:

                 la più famosa cittadina di Cracovia.

Era una donna colta, leggeva poesia e si interessava d'arte. Amava la musica, sapeva suonare il liuto e cantare. Quando venne realizzato il suo ritratto, Cecilia Gallerani viveva a Milano, alla corte del principe Ludovico Sforza da cui ebbe due figli. Questa relazione non solo è allusa dal misterioso sorriso della ragazza, ma è anche sottolineata dall'animale da lei tenuto in braccio, in quanto il principe Ludovico veniva chimato Ermellino.

Dopo la fine di questa relazione l'amante fu generoso con la donna: le trovò un marito, le regalò il palazzo Verne e la gratificò con una cospicua somma di denaro. Cecilia visse a lungo per quell'epoca (68 anni) e alla sua morte lasciò tutto il suo patrimonio alla nipote, la cui figlia aveva sposato un cavaliere della famiglia dei Bonansano: il ritratto di Leonardo fu quindi per molto tempo opera della collezione privata della famiglia. Il quadro venne poi nel 1800 acquistato in Italia da Adam Jerzy Czartoryski che lo donò a sua madre Izabella dei Flemming. Oggi se si vuole vedere la dama con l'ermellino bisogna recarsi al museo Czartoryski.

Tra le opere della famosa Izabella si possono trovare veri e propri pezzi storici: la sedia appartenuta a Shakespeare, il cappello con il quale Napoleone attraversò la Berezyna, un pezzo del vestito di Washington o la cuffia della madre di Oliver Cromwell.

 

  1. IL PRESEPE DI CRACOVIA:

                 il più originale presepe al mondo.

La tradizione di raccogliersi attorno alla culla del presepio di Natale nacque in Italia: nel dicembre 1223, rifacendosi all'evento di Betlemme, San Francesco d'Assisi realizzò una rappresentazione vivente del Natale in una delle grotte di Greccio.

La cultura del presepe si espanse quindi grazie ai frati che osservavano la regola di san Francesco. Il rito divenne popolare in Francia, Spagna, Germania, Austria Boemia e Polonia. Il presepe più originale venne però rappresentato a Cracovia nella seconda metà dell'ottocento dai muratori di Krwodrza e dai tramvieri di Polwies Zwierzyniecki e Zwierzynec. Loro costruirono un tempio mettendo insieme la torre della Basilica di Maria, le mura del barbacan, il municipio, l'attico di Sukiennice ed i portici del Wawel. In questa eccezionale scenografia collocarono il presepe di betlemme e fecero sfilare tipici personaggi, che si recarono in corteo al palazzo per rendere omaggio e divertire il Divin Neonato. Fu cosi che nacque una forma di teatro popolare, ispirata alla richezza del folclore locale. Sulla scena davanti il presepe comparvero poi dei burattini colorati raffiguranti un cracoviano, un montanaro, un venturino, un gendarme, uno zingaro, il re Erode, in diavolo, un angelo, la morte un ebreo, il nobile Twardowski, una strega, un mendicante. Tutti ballavano e cantavano e le loro canzoni hanno ispirato moltissimi artisti professionisti.

La tradizione dei presepi di Cracovia fu inaugurata 150 anni fa e si è mantenuta viva fino ai nostri giorni. Dal 1937 (con una pausa durante la guerra) ogni primo giorno di Dicembre ai piedi del momumento di Adam Mickiewicz, si possono ammirare decine di costruzioni colorate. Al conscorso annuale per il più bel presepio partecipano sempre nuovi artisti e l'opera del vincitore viene esposta nel Museo Storico della città.

 

  1. CHIESE E CONVENTI:

                la maggiore concentrazione di edifici religiosi nel centro di una città

                europea.

Cracovia viene detta la „città delle cento chiese”; ed in questo senso non c'è nessuna esagerazione, in quanto attualmente in città esistono e funzionano 119 templi. Niente come le sue chiese documenta meglio la storia dell'architettura di Cracovia:nel corso della storia sulle fondamenta romane sono stati eretti muri e soffitti gotici, poi sulla strato gotico è fiorito quello barocco.

In città hanno la loro sede più di venti ordini maschili ed una quindicina femminili. Tra di essi si annoverano istituti di lunga storia, testimoni secolari delle vicende della cultura e della civiltà di questa regione d'Europa. I benedettini di Tyniec fin dal 1044 hanno insegnato ai cracoviani l'artigianato ed il giardinaggio. Dal XIII secolo i francescani hanno svolto la loro attività missionaria nella Rutenia Rossa, in Lituania, e successivamente in America del Sud. I cistercensi hanno introdotto i mulini e per primi hanno utilizzato il mattone nell'edilizia. Le clarisse hanno dato il via all'istruzione femminile, i domenicani sono stati missionari in Rutenia ed in Prussia negli anni settanta ed ottanta hanno favorito l'opposizione democratica al regime comunista, sostenendo moralmente Solidarosc.

 

  1. KAZIMIERZ:

                il più importante centro del diritto ebraico nell'europa del cinquecento.

La storia di questo luogo iniziò il 27 febbraio del 1335, quando re Kazimierz il Grande firmò a Sandomierz l'atto di fondazione del comune che ancora oggi porta il suo nome. Attualmente Kazimierz fa parte di Cracovia, ma in passato era un organismo completamente indipendente.

Questo comune venne fondato secondo il diritto di Magdeburgo e posto sulla riva destra della vecchia Vistola (il cui letto, interrato nel 1873, passava lungo le attuali vie Dietla e Starowislna), lungo la via commerciale che da Breslavia portava in Russia ed in Ungheria. La sua arteria principale era ul. Krakowska, tutt'ora esistente.

Kazimierz era una città imponente: la piazza centrale era seconda per poco a quella di Cracovia. Da ogni lato di questa strada partivano tre strade. Al suo centro venne posto il municipio ed ai suoi lati furono costruite due chiese (a est il Corpus Domini, ad ovest quella di santa Caterina). Secondo numerosi studiosi sulla piazza Bawol si sarebbe dovuta trovare la prima università di Cracovia, fondata nel 1364.

La storia di Kazimierz ebrea conosce il suo maggior splendore nel 1495, quando re Giovanni Olbracht, che sollecitato dai mercanti di Cracovia che volevano combattere la conscorrenza ingiunse agli ebrei lì residenti a lasciare la città e trasferirsi oltre la vecchia Vistola. Poco dopo cominciarono ad arrivare a Kazimierz grandi gruppi di ebrei provenienti da tutta Europa.

Dato che le differenze nelle tradizioni e nei costumi alimentavano i conflitti ed i dissensi religiosi, vi fu la necessità di stabilire dei principi validi per tutta la comunità. Nel XVI secolo Kazimierz divenne un importante centro europeo per il diritto ebraico, il quale si diffuse grazie al filoso e scienziato Mosè Isserles.

La continuità della tradizione di questo mondo, con le sue profonde radici nella storia della cultura e della civiltà, venne interrotta dai nazisti.

 

  1. LA VECCHIA SINAGOGA:

                la più grande struttura gotico-rinascimentale dell'architettura sacra

                giudaica.

Un grande conoscitore della storia degli ebrei di Cracovia, Majer Balaban, è convinto che questa sinagoga sia stata costruita dai profughi boemiani arrivati in città dopo il famoso pogrom di Praga nel 1389. Non tutti sono d'accordo con questa teoria ma vi è conformità di giudizio riguardo la bellezza di questa opera d'arta.

La tradizione giudaica dice che la sinagoga venne eretta sull'area dove prima sorgevano le mura della prima università polacca fondata da re Kazimierz.

La Vecchia Sinagoga venne costruita sul modello degli edifici analoghi a quelli dell'Europa Occidentale. É la sinagoga più orientale che ci sia in Europa, ed è più alta e più grande di quella di Worms, Ratisbona e Praga. La prima sinagoga era costituita da un'aula coperta da un soffitto gotico poggiato su due pilastri, ma dopo il grande incendio del 1557 l'architetto italiano Matteo Gucci conferì alla sinagoga forme neorinascimentali. Egli fece costruire un'aula e due navate, fece alzare il tetto sostenendolo con due snelle colonne toscane. Sul tetto fu collocato anche un attico. Sul lato nord venne realizzato un locale destinato alla preghiera per le donne, coperto da tettucci a tre vertici con assi di legno. All'interno, al centro della parete orientale, venne porto un armadio di pietra avente funzione di altare, conservato fino ad oggi. L'armadio, riccamente decorato ed in stile tardonascimentale, è chiuso con ante di ferro battuto.

Devastata durante il nazismo venne ricostruita negli anni 55-57 e alla struttura è stata data la sua originaria caratteristica gotico-rinascimentale.

La Vecchia Sinagoga è attualmente un museo dedicato alla storia e alla cultura degli ebrei a Cracovia. Così come di Cracovia si dice spesso che è la „seconda Roma”, il quartiere ebraio di Kazimierz viene chiamato la „piccola Gerusalemme”.

 

  1. BLONIA:

                 il più esteso prato nel cuore di una grande città europea.

Sulle pagine della storia polacca questo luogo compare già nel 1162, quando Jaks di Miechow, un aristocratico della Piccola Polonia donò le sue terre al convento delle suore Norbertane per assicurarsi la divina benedizione durante il suo viaggio in Terra Santa.

Il fiume Rudawa aveva trasformato questi terreni in acquitrini e nei periodi in cui infuriava la peste, sugli isolotti in mezzo alle paludi venivano portati gli ammalati a morire. Si dovette attendere l'ottocento perchè il prato venisse trasformato in un luogo di raduni di massa e di sfilate per le feste. Nel 1809 quando Cracovia venne unita al principato di Varsavia, a Blonia si svolse una grande sfilata militare. Alla fine del XX secolo in diverse occasioni milioni di fedeli hanno assistito all'incontro con il santo padre Giovanni Paolo II.

Questo prato di quasi 50 ettari è stato teatro di molti altri importanti eventi: nel 1894 vi venne disputata la prima partita di caldio di Cracovia e poco dopo, nel 1906, ai lati opposti del prato si insediarono i due più antichi club calcistici polacchi: „Cracovia” e „Wisla”. Da qui nel 1910 l'ingegnede austriaco Hieronimus per la prima volta nella storia si alzò in volo con il suo aeroplano. E sempre da qui nel 1914 partirono le truppe della Compagnia dei Quadri che diedero l'indipendenza alla Polonia dopo 123 anni di sottomissione.

 

  1. COLLI ARTIFICIALI:

                 un complesso unico di momunementi di terra in un'area erbana europea.

Non si sa bene cosa sono: luoghi di culto? Sepolcri dei capi militari? I due tumoli più antichi eretti qui dall'uomo hanno più di mille anni e sono dei misteriosi monumenti del passato: forse per questo sono stati consacrati ad eroi mitici nati dalla fantasia.

Il tumolo di Krakus sarebbe il luogo della sepoltura del leggendario principe fondatore della città; si erge sulla riva destra della vistola, sulla collina Krzemionek. Alto 16 metri ha alla base un diametro di più di 50m. Innalzato probabilmente nel VII secolo doveva essere in origine un luogo di culto pagano.

Anche il poggio di Wanda, figlia di Krakus, sarebbe un sepolcro: vi si troverebbe il corpo della principessa tirato fuori dalla Vistola. Essa preferì la morte nelle acqua del fiume al matrimonio con uno straniero. Questo tumolo di epoca preistorica ha alla base 45 metri di diametro ed è alto 14 metri. Si trova su una scarpata piuttosto alta alla confluenza del fiume Dlubnia nella Vistola.

I tumoli millenari di Krakus e Wanda ispirano la costruzione di un monumento fatto di terra per commemorare l'eroe delle lotte per l'indipendenza tadeusz Kosciuszko; la cerimonia di inaugurazion del colle avvenuta il 16 ottobre del 1820 vide giungere a Cracovia un gran numero di polacchi proveniente da tutte e tre le parti del paese allora occupato dalle potenze straniere. L'onore di gettare la prima palata di terra spettò alla famosa cantante lirica italiana Angelica Catalani che, all'epoca, stava conquistando l'intera europa con la voce e bellezza. Il tumolo venne costruito con altezza di 34 metri e una base di 80 metri. Al suo interno venne gettata della terra presa dai campi di battaglia dove Kosciuszko aveva combattuto.

Il monumento all'indipendenza è considerato il tumolo dei tumoli: sorge nella parte ovest della città sulla collina di Sowiniec ed è alto 36 metri. La notizia dell'inizio dei lavori per il suo innalzamento venne inviata all'artefice dell'indipendenza polacca Jozef Pilsudski con un piccione viaggiatore. Alla morte di Pildudski nel 1935 si decise di dare a questa costruzione il suo nome.

 

  1. LA FORTEZZA DI CRACOVIA:

                il più grande monumento artistico della guerra del XIX secolo in questa parte

                d'Europa.

La decisione di costruire delle fortificazioni attorno la città venne presa a Vienna nel 1850. prima del 1850 vennero però costruiti dei complessi difensivi ad ovest attorno al colle artificiale di Kosciuszko, a nord lungo la strada per Varsavia ed a sud presso il tumolo di Krakus. La guerra di Crimea (1853-1856) fornì alle autorità militari nuovi argomenti a favore della necessità di accellerare i lavori iniziati.

Poco dopo attorno alla città venne innalzato un argine di terra alto 3 e largo 8 metri, munito di fortini poligonali protetti da fossati riempiti d'acqua. Queste opere, che si trovano ad appena 600-800 metri dalla piazza del mercato, furono un ostacolo per l'espansione della città per tutto il secolo successivo. Ecco spiegata l'angustia urbanistica delle zone centrali.

I lavori di ampliamento della fortezza durarono iinterrottamente fino allo scoppio della guerra avvenuta nel 1914. Cracovia venne circondata da tre anelli di fortificazioni, il più lontano dei quali passava per la periferia della città.

Durante la prima guerra mondiale quella di Cracovia era una delle maggiori fortezze europee: anche se non prese direttamente parte alle operazioni militari qui venne fermata una potente offensiva russa.

Oggi la fortezza di Cracovia, nonostante le massiccie ferite causate dal tempo e dalla guerra, costituisce un monumento d'arte alla guerra del XIX secolo unico nel suo genere.

 

  1. WIELICZKA:

                 la più antica miniera di sale ancora in funzione.

Nel medioevo veniva chiamata Magnum Sal e evave un valore inestimabile. Oltre a migliorare il gusto delle pietanze, il sale veniva usato per conservare i prodotti alimentari. Il commercio di questo prodotto assicurò a molte famiglie borghesi e aristocratiche la loro ricchezza.

Sfruttati su scala industriale da 750 anni, i giacimenti di Wieliczka sono nel suo cenere un monumento culturale unico al mondo. La miniera si estende su nove livelli (il primo si trova a 64m sotto terra, il più profondo a 327m). nel giacimento sono stati scavati a partire dalla superficie 26 pozzi ed altri 180 mettono in comunicazione i vari livelli sotterranei. La miniera comprende più di 200 km di corridoi e 2040 locali. Sotto terra si trovano anche chiese e cappelle, nelle quali a partire dal seicento fino al 1787 si è celebrata ogni giorno la messa. I sotterranei di Wielicza devono la loro magia e la loro suggestiva bellezza alle varie forme di cristalizzazione del minerale. Per citarne solo un esempio, la Grotta di Cristallo, scoperta nel 1896.

Di inestimabile valore anche la collezione di strumenti minerari, macchinari, carrelli, meccanismi di trasmissione a trazione animale, sistemi di protezione, ventilazione, illuminazione e antincendio utilizzati nel corso dei secoli.

Fino alla prima spartizione della Polonia Wieliczka, insieme alla vicina miniera di Bochina, costituiva la maggior impresa industriale della Repubblica Polacca. Tutta questa ricchezza sotterranea arricchiva il tesoro regio.

Un tempo la miniera era meta dei re, imperatori, artisti; oggi il percorso si snoda per oltre 3km e comprende 20 locali uniti da corridoi e disposti su tre livelli (da 64 a 135 metri di profondità).

Ogni anno viene visitata da 1,000,000 di turisti.

 

  1. LE CANTINE:

                 il maggior complesso di sotterranei in stile gotico in Europa.

La natura stessa difendeva dai nemici la cittadella intorno il Wawel; col tempo però la città si sviluppò ed ebbe bisogno di sempre nuovi terreni per i suoi edifici. I templi rivolti al cielo, i palazzi a più piani sempre più imponenti avevano bisogno di poggiare su un suolo stabile. Da qui le opere di prosciugamento degli acquitrini, di deviazione dei letti dei fiumi, di bonifica delle aree attorno a questi ultimi.

La piazza del mercato che era spesso inondata dal fango venne alzata di due metri, insieme a tutte le strade all'interno delle cinte murarie. Fu cosi che i pianterreni degli antichi palazzi divennero sotterranei.

Per tutto l'anno la Cracovia sotterranea si riempie fino a tardi di canti e di musica e propone agli ospiti una ricca offerta gastronomica, teatri, cabaret gallerie d'arte.

Il numero dei locali sotterranei nelle vicinanze della piazza del mercato ha da tempo superato il centinaio, ma sono più o meno altrettante le cantine ancora in attesa di un proprietario. Non c'è dubbio che la Cracovia sotterranea continuerà a crescere.

 

 

 

Buona vacanza a tutti!

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Ciao! Mi chiamo Salvo, sono un italiano che lavora nel settore turistico qui a Cracovia da più di 7 anni. Questo servizio gratuito, è stato creato per servire e tutelare tutti gli italiani in vacanza a Cracovia. Non esitate a contattarmi, sarò felice di aiutarvi.

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